Francesco Montorsi

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Il Ruolo della Risonanza Magnetica nella Diagnosi Precoce del Tumore della Prostata

La risonanza magnetica multiparametrica transrettale della prostata sta acquisendo un ruolo sempre più importante nella diagnosi precoce del tumore della prostata. I risultati di alcuni studi prestigiosi pubblicati di recente in letteratura suggeriscono che questo esame abbia una precisa indicazione nei pazienti con sospetto tumore della prostata, sia questo dovuto ad un PSA elevato oppure ad una esplorazione rettale o ecografia transrettale della prostata anomala. Fino ad oggi in questi pazienti veniva suggerita l’esecuzione di biopsie prostatiche ecoguidate per escludere o meno la presenza di un tumore. Le biopsie prostatiche vengono oggi eseguite in anestesia locale, ambulatoriamente (non necessitano di ricovero) e sono del tutto indolori. All’incirca solo il 40% dei pazienti che vengono sottoposti a biopsie della prostata risultano avere effettivamente un tumore della prostata. È importante quindi limitare il numero dei pazienti da sottoporre a biopsia esclusivamente a coloro che sono veramente a rischio di malattia. Oggi la risonanza magnetica della prostata, se eseguita in centri dotati di tecnologia di avanguardia e da parte di specialisti radiologi dedicati (come accade presso la Radiologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano) è in grado di identificare i pazienti che hanno aree sospette all’interno della prostata che sono meritevoli di essere biopsiate. In questi casi le biopsie vengono quindi mirate selettivamente alle lesioni identificate dalla risonanza magnetica (tecnica “fusion”) ed in più viene comunque eseguito un campionamento standard delle restanti porzioni della ghiandola prostatica poiché non si può escludere a priori la presenza di una zona tumorale prostatica non vista dalla risonanza magnetica ma segnalata ad esempio da un PSA elevato.

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